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Lo Hobbit, Ke ne pensate
view post Posted on 10/2/2008, 19:45Quote
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Lo Hobbit



Lo Hobbit o la riconquista del tesoro (titolo originale: The Hobbit, sottotitolato There and Back Again, cioè "Andata e ritorno") è un romanzo fantasy scritto da John Ronald Reuel Tolkien. La sua prima pubblicazione risale al 21 settembre 1937. Il seguito di questo romanzo sarà costituito da Il Signore degli Anelli (The Lord of the Rings), pubblicato tra il 1954 ed il 1955.

Lo Hobbit si può considerare come l'antesignano di tutta l'opera narrativa sulla Terra di Mezzo; sono iniziati o si ha spunto, anche se in forma di abbozzo rispetto a quanto sarà il corpus finale dell'opera, per tutti gli altri libri scritti in seguito. L'Unico Anello che sarà il tema centrale del Signore degli Anelli, le antiche spade elfiche di Gondolin riportano invece alle storie narrate nel Silmarillion, l'opera maxima dell'autore e pubblicata postuma ed incompiuta dal figlio. Il tema dell'eroismo è centrale nell'opera, infatti è stata vista come una parabola della Prima Guerra Mondiale dove contadini o persone della campagna in genere sono costrette a compiere atti di eroismo[1].

I riferimenti fra Lo Hobbit e gli altri due libri ne fanno come è logico una unica storia che si dipana fra ere con susseguirsi di eroi gloriosi di altissimo lignaggio che avranno memoria imperitura e piccoli ed insignificanti hobbit della contea, popolo che mai ha avuto importanza nella storia. il tutto si sussegue in un continuo di luoghi e personaggi differenti, celebrazione degli elfi, interesse verso gli Hobbit e racconta degli uomini che alla fine avranno definitivamente le redini della storia, non scriverà storie ambientate nella quarta era del mondo perchè per lui la Terra di Mezzo senza elfi ha perso tutto il suo fascino e la sua bellezza, essendo quasi tutti andati o tornati nelle terre immortali. Tolkien immagina il suo fantastico mondo in questa sua prima opera come un passato remoto del nostro, i piccoli Hobbit sono infatti indicati come esserini che vivono ancora oggi ma che è molto difficile vedere, ma che un tempo ebbero ruoli cruciali nell'estirpare il male dal mondo che oggi noi conosciamo.
Il libro e le varie versioni [modifica]

Il libro è diviso in diciannove capitoli di cui diciotto si svolgono nel 2941 Terza Era e uno nel 2942; i titoli nella edizione recensita sono:
Una festa inaspettata
Montone arrosto
Un breve riposo
Su e giù nella collina
Indovinelli nell'oscurità
Dalla padella nella brace
Strani alloggi
Mosche e ragni
Barili di contrabbando
Un'accoglienza calorosa
Sulla soglia
Notizie dall'interno
Nessuno in casa
Fuoco e acqua
Le nubi si addensano
Un ladro nella notte
Scoppia il temporale
Il viaggio di ritorno
L'ultima tappa.

In altre edizioni i nomi di alcuni dei capitoli cambiano anche molto.

Il libro, nelle intenzioni dello scrittore, nasce come una favola per bambini, come si può notare dal tono estremamente colloquiale della narrazione e per tutte le interruzioni fatte dal narratore (nelle versioni successive alla prima queste saranno in parte scremate), in cui parla direttamente con il lettore o lo incita a leggere oltre per sapere la fine della storia, cosa che invece non succede nelle altre opere che non hanno più toni favolistici. Queste infatti sono strutturate come opere di narrativa ma che vogliono essere al contempo storia del suo mondo fantastico, da ciò il lavoro infinito di rivisitazioni e cambiamenti, Il Silmarillion che è l'opera maxima dell'autore, sarà pubblicata solo postuma e non pienamente completata.

La prima versione ha una vita alquanto turbolenta, iniziata alla fine degli anni '20 su un pezzo di carta[2], viene poi pubblicata dalla Allen & Unwin dopo una magnifica recensione del figlio di Stanley Unwin, Rayner di 10 anni, per lui infatti non poteva esserci un migliore critico di un libro per bambini che un bambino e come critico sceglie una persona di fiducia nella persona del figlio, che lo ricompensava di solito con uno scellino per recensione. Anche in seguito gli saranno chieste altre recensioni o opinioni per le opere di Tolkien, che in parte rimasero private ed inedite a lungo. La traduzione della sua recensione è la seguente: « Bilbo Baggins era un Hobbit che viveva in una caverna Hobbit e non aveva mai avventure, un giorno lo stregone Gandalf lo persuade a partire. Ha delle eccitanti avventure con orchi e mannari. Alla fine arrivano alla Montagna Solitaria; Smaug, il drago che vi abita è ucciso e dopo una terrificante battaglia ritorna a casa - ricco!!
Questo libro con l'aiuto di mappe, non richiede nessuna illustrazione è buono e può interessare bambini dai 5 ai 9 anni[3] »


Accettato di stamparlo, la prima stampa fu di sole 1500 copie nel settembre 1937 con delle illustrazioni in bianco e nero dello stesso autore, che andò esaurita già nello stesso dicembre. La Houghton Mifflin di Boston e di New York crearono una edizione con quattro illustrazioni a colori per il '38 che furono poi incorporate nella seconda stampa inglese. Malgrado la popolarità del libro lo stato pre-bellico causò scarsità di carta bloccarono l'iniziale espansione editoriale della prima edizione.

Susseguono a questa altre 3 versioni dell'opera (1951 - 1966 - 1978) con lievi correzioni causate da una rivisitazione di nomi e dettagli (la storia con cui Bilbo conquista l'anello, prova non fondamentale ma decisiva che è uno dei grandi anelli e che corrompe l'animo perché malvagio, nella prima versione lo conquista con la gara di indovinelli, nelle altre no, situazione ripresa poi nel SdA in più punti con entrambe le versioni per evidenziare il potere corruttivo dell'anello sul'animo di Bilbo).

La popolarità dell'opera va poi ben oltre il semplice lettore, il mercato collezionistico raggiunge cifre ragguardevoli per le prime edizioni. Per una semplice prima edizione si scende difficilmente sotto i 10,000 dollari in qualsiasi condizione, mentre per delle copie nuove e firmate dall'autore possono addirittura arrivare a valere 100,000 dollari.

L'opera è indiscutibilmente conosciuta ed apprezzata a livello mondiale, infatti è stato tradotto in almeno 42 lingue o dialetti.

Riguardo alle varie versioni in inglese, c'è una nota scritta dallo stesso autore al suo editore [4] in cui pone risalto su un suo grave errore grammaticale scioccante per un filologo, infatti sebbene i critici abbiano usato il corretto plurale dwarfs lui ha usato lo scorretto dwarves al posto dello storico ma alquanto arcaico dwarrows

L'opera: origini e storia image
Casa Tolkien al 22 di Northmoor Road

Già il Tolkien giovane aveva un notevole interesse per le lingue, da piccolo inventava lingue fantastiche, da ciò iniziò a sentire che una lingua per evolversi doveva anche avere un popolo dietro, e perciò inizia a scrivere dei vari popoli che abitavano una fantastica Middle-earth da cui inizia al contempo a scrivere le prime tracce, i primi spunti per Il Silmarillion.

Dal 1920 inizia a scrivere per bambini, queste sono le Le lettere di Babbo Natale indirizzate ai figli che gli consentono di inventare una mitologia e storie fantastiche, col Cacciatore di draghi si ha una ulteriore evoluzione della produzione tolkeniana, proprio in concomitanza con l'inizio della stesura de Lo Hobbit.

Tolkien afferma che l'ispirazione dell'opera derivava da epiche, mitologie e storie fantastiche: le fonti possono essere trovate nel Beowulf, Andrew Lang, i fratelli Grimm, William Morris ed altri[5], l'impulso più forte però può essere riscontrato nel The Marvellous Land of Snergs di E.A. Wyke-Smith in cui i protagonisti hanno tutti i connotati degli Hobbit: bassi, tarchiati ed amanti delle feste e del buon mangiare.



La magica avventura di Bilbo ha un inizio ufficiale in un torrido pomeriggio estivo mentre Tolkien corregge dei compiti di letteratura inglese: uno degli esaminandi aveva lasciato una pagina bianca e gli viene di getto l'incipit del racconto, diventata una delle frasi più note di tolkien[6] « n un buco del terreno viveva uno hobbit »


da cui successivamente passa alla biografia degli Hobbit ed ad una storia, ma senza un grande filo logico e senza sapere consciamente l'organizzazione dei pensieri. Un inizio ufficioso della storia è però dato dai due figli maggiori di Tolkien, John e Michael, che dissero di aver sentito elementi della storia già nella loro abitazione al 22 di Northmoor Road ove abitarono fino al 1930, anche se questi elementi non sono ben chiari.

La storia dell'attuale versione dell'opera si può poi comprendere bene studiandone le sei versioni dattiloscritte conservate al Memorial Library Archives della Marquette University di Milwaukee. In questi infatti si possono vedere tutti i ripensamenti, tutte le modifiche e tutti gli abbozzi che porteranno alla stesura finale e tutte le partizioni del romanzo, infatti ogni dattiloscritto non copre tutto il racconto. Fra le varie differenze eclatanti c'è il capo della spedizione dei nani che si chiama Gandalf, il mago Bladorthin ed ha quindi un nome più vicino all'immaginario odierno dei maghi, mentre il drago è Pryftan. La cronologia della stesura dell'opera è però assai ardua da ricostruire con esattezza sia per la lentezza produttiva che per la mancanza di altri dati.

Una prima bozza quasi definitiva arriva anche essa alla Allen & Unwin in modi alquanto oscuri e poco chiari. In ogni caso alla fine del 1936 il dattiloscritto con cartine illustrative fu inviato alla casa editrice che lo valutò ed a dicembre era firmato il contratto. Le illustrazioni originali sono tutte opera dello stesso autore che dispose molte istruzioni tipografiche, successivamente alla prima edizione ridisegnò alcune immagini mentre altre le colorò.

Il primo annuncio di pubblicazione è del 6 febbraio 1937 e viene già indicato come "la più piacevole storia del suo genere dai tempi di The Crock of Gold" e vengono già vsti i possibili sbocchi in america. Il 21 settembre 1937 ed il successo è immediato, si deve subito procedere ad una seconda stampa prima di natale.

Già da subito la critica dimostra un profondo interesse ai vari livelli per l'opera, è sia per bambini ma gli adulti ne capiranno la maestria e la profondità dell'autore[7] ma anche ne accusano la mancanza di originalità, o la volontà di mettere ostacoli deliberati e non naturali[8] mentre da altri è additato come un futuro classico[9] mentre in generale è paragonato alla già famosa Alice nel paese delle meraviglie o al Beowulf

Come nota autobiografica di Tolkien nella sua opera, Humphrey Carpenter nella sua Biografia fa notare la somiglianza fra l'autore e Bilbo, entrambi figli di vivaci donne, famiglie rispettabili, gente incline al passimismo, pratica e sobria ed amante dei cibi semplici e dei vestiti colorati quando poteva permetterseli.

La cerca di Erebor

La cerca di Erebor è uno degli innumerevoli scritti inerenti le avventure dei personaggi della Terra di Mezzo, questo in particolare è se vogliamo il prequiel de Lo Hobbit in quanto narra come la storia ha avuto origine, da incontri assolutamente casuali e dalla voglia di rivalsa di un coraggioso e famoso nano: Thorin Scudodiquercia.

Questo scritto postuno di Tolkien, in origine doveva essere posto nell'appendice A del Signore degli Anelli, raccolto poi per questioni di spazio nei Racconti incompiuti e successivamente rivista e riveduta dentro la Storia della Terra di Mezzo. Come per tutti gli scritti di Tolkien anche questo è molto rimaneggiato nel corso degli anni e se ne conoscono numerose versioni, nei Racconti Incompiuti compare una versione denominata C mentre lunghi tratti della versione B compaiono di seguito ad essa commentati dal figlio Christopher. Nella seconda edizione de Lo Hobbit Annotato viene pubblicata la versione integrale B. Infine la versione A è quella meno degna di nota, essendo con ogni provabilità la prima ad essere composta ma comparsa solo in seguito alle altre due; la versione B è infatti una versione rielaborata e pulita mentre la C è semlicemente una versione abbreviata. La voce narrante è esterna ma informata dei fatti e racconta già in parte quello che avverrà alla fine preannunciando l'arrivo del

La datazione è altresì difficile poichè in alcune versioni ci sono note riportanti riferimenti a pagine della Compagnia dell'Anello quindi la datazione sarebbe sicuramente alla seconda metà del 1953, cioè quando furono inviate e Tolkien le bozze per la correzione, successivamente nel 1955 gli fu impedito per ragioni di spazio la pubblicazione nelle appendici di questo evento nelle cronache della Casata di Durin che sono pubblicate nelle Appendici del terzo volume nel 1955, si può stabilire con relativa approssimazione che sia stato composto fra la seconda metà del 1954 e gli inizi del 1955[10].

La datazione interna degli eventi raccontati è altresì alquanto precisa, in quanto nel testo si fa menzione che sono alla fine di aprile, mentre successivamente è chiaramente datato come 25 aprile 2941 l'icontro con Bilbo mentre ad una settimana prima circa il secondo incontro di Gandalf con Thorin


Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell'opera. Attenzione viene rivelata parte del libro.

Il testo inizia con un breve resoconto delle disgrazie dei nani della Stirpe di Durin e della voglia di rivalsa di Thorin Scudodiquercia, Re sotto la Montagna in esilio. Da ciò inizia la vera e propria trattazione di come sono stati scatenati gli eventi che hanno portato alle avventure de Lo Hobbit.

Gandalf e Thorin si incontrano fortuitamente un giorno e da ciò i pensieri di Gandalf si iniziano a concretizzare[11]. Gandalf sapeva infatti già da tempo che Sauron si stava ridestando ma non conosceva ancora quale sarebbe stata una sua mossa possibile anche se la distruzione di Lorien o Gran Burrone sarebbero stati ottimi obiettivi essendoci contro di lui sopo pochi nani dei Colli Ferrosi e uomini di Esgaroth, quindi doveva costringerlo con l'aiuto del Bianco Consiglio a fare mosse affrettate, come farlo fuggire dalla sua roccaforte di Dol Guldur.[12]

Mentre viaggiava per la Contea incontrò Thorin Scudodiquercia, questo fortuito incontro gli andava perfettamente a genio perchè per mettere in sicuro il nord gli serviva un nemico degli orchi e di Smaug, e chi meglio del Re sotto la Montagna in esilio poteva mai esserlo? C'era però anche il compito di istruire gli hobbit sui pericoli del mondo, sarebbe stato troppo lungo istruire un popolo ma si doveva partire da una persona, a cui piacesse viaggiare e fosse ben disposto verso avventure anche pericolose. Bilbo era un perfetto esempio di ciò che voleva Gandalf, la stravaganza dei Tuc e la solidità dei Baggins, a tale scopo lui ne era un perfetto esempio, essendo anche molto curioso sugli hobbit andati via dalla Contea.

Dopo un primo incontro fra i due Gandalf iniziò a mettere assieme molti tasselli di un mosaico di cui non sapeva il disegno, anni prima a Dol Guldur aveva trovato nelle segrete un nano che gli aveva consegnato una mappa appartenuta alla gente di Durin con una chiave, capisce quindi che quel povero nano morente era Thráin II.

Nel secondo incontro con Thorin, Gandalf espone il so piano per l'impresa, sarà una azione furtiva che richiederà poche ma fidate persone, parenti ed amici fidati quindi. Nell'impresa dovrà poi esserci un hobbit, essendo questi coraggiosi all'accortezza[13], non avendo il drago mai sentito il loro odore non sarà insospettito almeno all'inizio dalla sua presenza. Bilbo sarà quindi il loro scassinatore, ladro prezzolato per questa impresa, ma Gandalf orhestra tutto a puntino. Infatti nei suoi pensieri sa già che lo hobbit sarà restio e reticente all'inizio, mentre appena deciso non dovrà voltarsi indietro, quindi consiglia ai nani di preparare tutto in anticipo.

Prima dell'incontro con Bilbo........

La trama [modifica] de Lo Hobbit.
« uesta è la storia di come un Baggins ebbe un'avventura e si trovò a fare e dire cose del tutto imprevedibili »
(JRR Tolkien, Lo Hobbit)


La storia incomincia nel modo più tranquillo possibile, Bilbo sta tranquillamente fumando la sua erba pipa sull'uscio di casa quando arriva Gandalf che gli propone una avventura, riesce però a scampare il pericolo in un primo momento ma il giorno dopo fa la conoscenza di un gruppo di nani cappeggiato dal famosissimo Thorin Scudodiquercia e 12 suoi congiunti ed amici.

L'avventura proseguirà il giorno dopo con Bilbo che esce di casa a scavezzacollo con solo un fazzoletto verso l'ignoto e forse il non ritorno a casa essendo l'avventura irta di pericoli, infatti prima di arrivare all'ultima casa accogliente incappano in alcuni Vagabondi[14] che li catturano ma da cui scampano con l'aiuto di Gandalf[15]

A casa di Elrond il mezz'elfo studiano la mappa di Thorin e scoprono[16] le lettere lunari sulla mappa, queste affermano che il buco della serratura sarebbe stato visibile nel giorno di Durin[17]

Ripartono quindi per la Montagna solitaria passando per le Montagne Nebbiose, in una notte di bufera vengono tutti eccetto Gandalf catturati dagli orchi, riescono a fuggire e nella fuga Bilbo riesce a prendere alla creatura Gollum un magico anello che rende invisibili. Fuori dalle montagne sono poi aiutati dalle Aquile che li portano da Beorn che darà loro aiuto per attraversare lo stregato Bosco Atro, qui però Gandalf lascia la compagnia dei nani. Anche qui però le loro avventure non sono finite, prima finiscono le proviste, poi incappano nei ragni che li vogliono mangiare e poi vengono catturati dagli elfi, sarà di nuovo il piccolo Bilbo a portarli in salvo fino a Pontelagolungo.
image
Smaug a Pontelagolungo

Qui vengono accolti con grandi feste e tutti sperano che Smaug il drago presto se ne andrà dalla montagna e tutti vivranno in prosperità quindi danno loro rifornimenti per il cammino fino ad Erebor dove trovano la porta e la riescono fortunosamente ad aprire. Bilbo esplora quindi l'interno, questo però fa infuriare il drago che prima cerca di mangiarli ma non riuscendoci rivolge la sua collera contro Pontelagolungo dove però sarà ucciso da Bard detto "L'Arciere" con una freccia scoccata nel suo unico punto debole (punto debole a lui noto grazie alle scoperte di Bilbo).

Ad Erebor però i nani non restano con le mani in mano, con l'aiuto dei Corvi Imperiali ricevono notizie e comunicano ai loro congiunti che ha bisogno di aiuto ed iniziano ad apprestare difese in previsione di qualsiasi cosa. Pochi giorni dopo Elfi ed Uomini del lago arrivano alla montagna speranzosi di poter prendere i tesori della montagna per risollevarsi dopo la discesa distruttrice del drago. Le trattative proseguono altalenanti, nemmeno l'espediente di Bilbo di dare agli assedianti l'Archepietra riesce ad aquietare gli animi, riesce solo a rompere l'amicizia fra Thorin e Bilbo.

Il 23 novembre 2941 T.E. tutto precipita. Arrivano gli aiuti di Dain dei Colli Ferrosi e sembra che vi sarà uno scontro fra i nani contro uomini ed elfi. Ma all'insaputa di tutti gli Orchi delle Montagne Nebbiose calano su Erebor accompagnati dai mannari. Nani, uomini ed elfi si alleano tutti contro il pericolo incombente e comune; ha così inizio la Battaglia dei Cinque Eserciti. La battaglia è furiosa, orchi, mannari, uomini, elfi e nani si fronteggiano alle pendici della montagna, ma alla fine dopo numerosi lutti fra i quali anche Thorin la vittoria è di uomini, elfi e nani. Prima di morire Thorin riesce a scusarsi con Bilbo per le parole con cui si erano lasciati ed avevano rotto la loro amicizia poche ore prima.

Dain, diventa il nuovo Re sotto la Montagna e distribuisce saggiamente le ricchezze conquistate, a Bilbo dà solo un paio di bauli, uno d'argento ed uno d'oro visto che sarebbe oltremodo difficile e pericoloso portare ricchezze maggiori. Si mettono tutti in cammino per tornare a casa, dove vi arriva per il giugno 2942.

A Hobbiville tutto però andava molto storto, era stato infatti dichiato morto e tutti i suoi averi erano stati messi all'asta e quasi tutti venduti e la sua casa stava per essere data ai suoi cugini Sackville-Baggins. Dopo l'avventura oltre a perdere i mobili aveva perso la rispettabilità, tutti lo consideravano alquanto strano e bislacco. Gli facevano visita elfi e nani ed iniziò anche a scrivere un libro: Andata e Ritorno, le Vacanze di uno Hobbit

Personaggi [modifica]

Il libro è molto ricco di personaggi e razze, a partire dagli Hobbit e nani per continuare con umani ed elfi, questi ultimi che occupano nelle opere tolkeniane una connotazione del bene mentre in genere nelle saghe nordiche hanno una connotazione di esseri maligni o dispettosi in genere.

Gli Hobbit sono immaginati dall'autore come esserini più piccoli dei nani ed imberbi, figure quasi umane, non conigli fatati con un pò di pancia e le gambe corte, una faccia tonda e gioviale, orecchie leggermente elfiche, capelli corti, coi piedi pelosi e ben vestiti[18].

I nani sono avidi di ricchezze ma al contempo severi e coscenziosi e leali, infatti nel contratto assicurano a Bilbo degna sepoltura se non dovesse andare bene la spedizione ed in caso di guadagno, lui avrà un tredicesimo dei profitti. I nani da come si scoprità possedevano uno degli anelli magici di Sauron l'ingannatore, questi non li corronpevano e non li facevano avvizzire come le altre razze ma li rendevano avidi di ricchezze oltre la loro normale cupidigia. Quasi tutti i nomi dei nani sono stati tratti da un elenco di nomi di nani elencati nell'antico poema norreno Voluspà. Alcuni sono invece inventati di sana pianta per poter dare vincoli di parentela con altri nomi[19]

Gli elfi sono appena delineati in questa opera, sono visti allegri senza confini come quelli di Gran Burrone, infatti non si preoccupano di parlare di cose cupi che non dovrebbero mai essere nominate mentre quelli di Bosco Atro sono delineati come amanti delle feste
Bilbo è un perfetto esempio di un Hobbit, ha da parte Baggins una lunga sfilza di parenti perfettamente sobri e rispettabili, la gente non doveva nemmeno chiedere il loro parere perché era già noto, mai avuto problemi di sorta con nessuno, da parte di madre al contempo c'era una nota di pazzia agli occhi degli Hobbit, si diceva infatti che i Tuc discendessero anche da una fata, o i maligni dicono orchi, i loro membri erano amanti delle avventure, rispettati ed indiscutibilmente ricchi, oltre che Conti della Contea. Nella descrizione di Bilbo si può poi ricontrare una auto-descrizione dello stesso autore come fa notare Carpenter nella sua Biografia di Tolkien, in quanto tutti e due figli di donne intraprendenti, discendenti da solide famiglie e pratici, sobri e amanti dei panciotti e dei cibi semplici[20]. Viene portato nella sua aventura di malavoglia e coattamente quasi, ma alla fine sarà lui che salverà la situazione anche se non in modo evidente (grazie a lui infatti Smaug sarà ucciso da Bard l'arcere)
Thorin Scudodiquercia è il capo della compagnia

Ambientazione [modifica]


Il romanzo ha luogo nel mondo fantastico piú famoso che sia mai stato inventato: La Terra di Mezzo. Questa dimensione parallela inventata da Tolkien è abitata da mostri e creature fantastiche molto spesso ostili all’uomo, ma anche da razze pacifiche con loro come Elfi, Nani, Hobbit. Questi hanno ognuno dei loro regni e delle zone in cui abitano in prevalenza, gli Hobbit nella Contea, gli elfi a Rivendell, Lorien e Bosco Atro, gli orchi a Mordor e sulle Montagne Nebbiose, i nani sui Colli Ferrosi e i Monti Azzurri, gli umani sparsi un po' dappertutto ma con una concentrazione all'imboccatura del Bosco Atro: quelli sono gli Uomini della Foresta, capeggiati da Beorn, l'uomo-orso.


La storia si svolge principalmente nel nord di quella che è considerata propriamente la Terra di Mezzo, fra l'Eriador e le Terre Selvagge. Gran parte degli eventi però avranno luogo nelle vicinanze di Lagolungo.

Non si hanno molti riferimenti geografici in questa opera, provabilmente perchè l'autore non ha ancora bene in mente la gografia fantastica della sua opera, non si fa riferimento nè al villaggio di Brea nè ad altri punti di riferimento inframezzati fra Hobbiville e l'ultima casa accogliente prima di raggiungere i confini delle terre degli elfi. Qui poi c'è una profonda discrepanza fra Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli, infatti i cammini fra i due resoconti non corrispondono e questo ingenera grandi contraddizioni per esempio fra i curatori di mappe dei cammini dei personaggi[21].

Lo Hobbit Annotato [modifica]

Lo Hobbit Annotato è un'opera del 1988 di Douglas A. Anderson edita per commemorare il cinquantesimo anniversario di pubblicazione americana de Lo Hobbit. Nel 2002 ne esce una seconda edizione con un'impostazione totalmente rivista dall'autore.

Il compito, a detta dello stesso autore, non è quello di rendere più chiara l'opera bensì di approfondire la vita ed i collegamenti con le altre opere tolkeniane oltre che di evidenziare modifiche della stessa nel corso delle edizioni o le opinioni dello stesso autore. Caso emblematico è quello già descritto degli indovinelli di Gollum, ma ci sono anche notevoli ripensamenti sui nomi dei personaggi e su parti del testo rese più scorrevoli o semplicemente modificate nel corso degli anni. Sono state poi aggiunte molte illustrazioni a varie edizioni in varie lingue dell'opera con commenti in parte dovuti all'autore, che in alcuni casi le definiva orribili[22] mentre in altri si fanno vedere le differenti interpretazioni degli hobbit da vari illustratori[23]

Nella seconda edizione a differenza della prima le note sulle revisioni al testo sono incorporate nel testo; è stata aggiunta una sezione inerente La cerca di Erebor che è un racconto di come si sono originate le vicende che saranno poi narrate nel libro. Infine c'è una sezione contenente una selezione di saggi critici sull'opera, come ad esempio una approfondita analisi sulla voce narrante di P.E.Thomas

Nei film di Peter Jackson [modifica]

Nel film La compagnia dell'Anello, Lo Hobbit compare, anche se implicitamente. Quando, infatti, a Granburrone, Frodo apre il libro che Bilbo ha completato, il breve testo che riusciamo a vedere si rivela tratto, appunto, da Lo Hobbit, sebbene la faccenda sia narrata in prima persona e varii in alcuni punti.
Ad esempio, nella prima pagina che Frodo apre, a destra è visibile una cartina geografica della zona di Granburrone, mentre a sinistra si legge una parte del testo scritto, che recita: (EN)
« "Stand by the grey stone when the thrush knocks", read Elrond, "and the setting sun with the last light of Durin's Day will shine upon the keyhole".
Thorin explained that Durin was the father of the fathers of the eldest race of Dwarves, and that Durin's Day is the first day of the Dwarves' New Year, the first day of the last moon of Autumn on the threshold of Winter.
The next morning was a midsummer's morning as fair and as fresh as could be dreamed; blue sky, and never a cloud, and the sun dancing on [...] » (IT)
« "Sta vicino alla pietra grigia quando picchia il tordo", lesse Elrond, "e l'ultima luce del sole che tramonta nel Giorno di Durin splenderà sul buco della serratura".
Thorin spiegò che Durin era il padre dei padri dell'antichissima razza dei Nani, e che il Giorno di Durin era il primo giorno del nuovo anno dei Nani, il primo giorno dell'ultima luna d'autunno, alle soglie dell'inverno.
La mattina seguente era una mattina di mezza estate, così fresca e bella che non si sarebbe potuto immaginarne una migliore; il cielo era blu, non c'era una nuvola e il sole danzava nel [...] »

Questo testo riprende la fine del capitolo "Un breve riposo", che recita: (EN)
« "Stand by the grey stone when the thrush knocks", read Elrond, "and the setting sun with the last light of Durin's Day will shine upon the key-hole."
"Durin, Durin!" said Thorin. "He was the father of the fathers of the eldest race of Dwarves, the Longbeards, and my first ancestor: I am his heir."
"Then what is Durin's Day?" asked Elrond.
"The first day of the dwarves' New Year," said Thorin, "is as all should know the first, day of the last moon of Autumn on the threshold of Winter. We still call it Durin's Day when the last moon of Autumn and the sun are in the sky together". » (IT)
« "Sta vicino alla pietra grigia quando picchia il tordo", lesse Elrond, "e l'ultima luce del sole che tramonta nel giorno di Durin splenderà sul buco della serratura".
"Durin, Durin!" disse Thorin. "Era il padre dei padri della più antica razza di nani, i Lunghebarbe, e mio capostipite: io ne sono l'erede".
"Allora, che cos'è il giorno di Durin?" chiese Elrond.
"Il Capodanno dell'Anno Nuovo dei nani" disse Thorin "è, come tutti dovrebbero sapere, il primo giorno dell'ultima luna d'autunno alle soglie dell'inverno. Lo chiamano ancora "Giorno di Durin" ed è quando l'ultima luna d'autunno e il sole stanno insieme nel cielo". »
(J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, cap. 3)


Inoltre il Libro Rosso è citato anche nell'edizione speciale in DVD de La Compagnia dell'Anello, quando Bilbo viene ripreso mentre si accinge a cominciare la scrittura del libro sulle sue avventure e poi a Granburrone quando lo mostra a Frodo.

Trasposizioni e influsso culturale
Parodie [
Una parodia de Lo Hobbit — intitolata Lo scrobbit — è stata pubblicata nel 2004 dallo scrittore italiano Joey Luke Bandini.
La parodia seguito de Il Signore dei Tranelli, Lo Sghorbit, dell'Harvard Lampoon, riprende questo testo.

TV
Una versione animata prodotta da Rankin/Bass è stata prodotta negli USA nel 1977
La serie per bambini della BBC Jackanory fece un adattamento de Lo Hobbit nel 1979.[24]

Cinema

E' notizia ufficiale del 18 dicembre 2007 che il film verrà prodotto e sarà girato in due parti (un film ed un sequel) non verranno girati contemporaneamente ma consequenzialmente, cioè uno dopo l'altro: non come Il Signore degli Anelli (film) quindi, ma come i sequel di Pirati dei Caraibi. Il film sarà prodotto dalla New Line Cinema assieme alla MGM; Peter Jackson e Fran Walsh saranno i produttori esecutivi del film anche se per il momento non è chiaro se Jackson lo dirigerà. Le riprese inizieranno non prima del 2009 mentre l'uscita nei cinema sarà per il 2010 e 2011, intanto è stato pubblicato il Blog ufficiale del film . A riguardo Peter Jackson, Bob Shaye e Michael Lynne della New Line Cinema e Harry Sloan della MGM hanno rilasciato una dichiarazione congiunta: le due case di produzione co-finanzieranno i film e li distribuiranno (la New Line Cinema negli Stati Uniti, la MGM nel resto del Mondo).

Versioni parlate [modifica]
La BBC Radio 4 crea un radio-dramma Lo Hobbit, adattato da Michael Kilgarriff in otto parti (4 ore) dal settembre al novembre 1968. Le voci sono di Anthony Jackson come voce narrante, Paul Daneman come Bilbo e Heron Carvic come Gandalf
Una versione su musiccassette del libro letto da Nicol Williamson per la Argo Records è stata prodotta nel 1974.
La compagnia radio americana The Mind's Eye ha prodotto un adattamento audio in 6 cassette da 1h ciascuna nel 1979.

Fumetti [modifica]

Un adattamento in tre parti è stato pubblicato dalla Eclipse Comics nel 1989. Scritto da Chuck Dixon e Dean Deming, illustrato da David Wezel, una seconda versione questa volta in un volume è stata pubblicata nel 2001 dalla Del Rey Books, in italia è Lo Hobbit a fumetti.

Giochi [modifica]
Lo Hobbit è stato oggetto di molti giochi da tavola fra cui "The Lonely Mountain"(1984), "The Battle of Five Armies"(1984) e "The Hobbit Adventure Boardgame" (1997) tutti pubblicati dalla Iron Crown Enterprises
La Games Workshop ha creato il wargame da tavolo "Battle of Five Armies" usando figurine da 10mm, basato il tutto sulle regole di Warmaster
Sono stati creati svariati giochi, sia ufficiali che non sulla storia. Uno dei primi è stato The Hobbit (vincitore del Golden Joystick Award for Strategy Game of the Year 1983), creato nel 1982 per la maggiorparte dei calcolatori (da ZX Spectrum e Commodore 64 a Dragon 32 e Oric). Con accordo degli editori in ogni confezione c'era una copia del romanzo.
Sierra Entertainment nel 2003 ha pubblicato un The Hobbit per pc, Play Station 2, Xbox, Nintendo GameCube ed una simile per Game Boy Advance

Influenze nella musica e nel cinema [modifica]
La canzone dei Led Zeppelin Misty Mountain Hop contiene riferimenti a Lo Hobbit
The Ballad of Bilbo Baggins di Leonard Nimoy come parte del suo album del 1968 Two Slides of Leonard Nimoy racconta le vicende del libro nei 2 minuti della canzone. Il video della canzone diventò un piccolo fenomeno di Internet nel 2000 quando fu annunciata la trilogia del Signore degli Anelli
Un altro noto riferimento è The Bard's Song: The Hobbit dei Blind Guardian
Il trio canadese rock Rush fa riferimento a Rivendell nell'album del 1975 Fly by Night nell'omonima canzone.
Nell'episodio "Journey in the Center of Nowhere" della serie a cartoni animata Courage the Cowardly Dog (Leone il cane fifone) la padrona di Leone, Marilù, da tre melanzane giganti che assomigliano a dei troll, queste decidono il modo in cui cucinarla in una scena che sembra presa direttamente da Lo Hobbit[25]
La canzone dei Pink Floyd The gnome, scritta da Syd Barrett nel 1967, racconta la storia di uno gnomo che vede la sua vita passare da un beneamato stato di tranquillità ad una imprevista serie di mirabolanti avventure. Sia per questo sia per alcuni tratti descrittivi (come l'amore per il cibo e per il vino, ricorrente tra gli Hobbit) lo gnomo è assimilabile a Bilbo Baggins, per quanto lo sia anche a Frodo Baggins, protagonista de Il signore degli anelli.


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Io lo sto leggendo ora ma voi cosa ne pensate?

Edited by Lampx - 10/2/2008, 20:33

 
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view post Posted on 9/11/2008, 10:21Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 9/11/2009, 21:23


Molto bello

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1 replies since 10/2/2008, 19:45
 
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